Martedì, Gennaio 17, 2017

Cerca

Cisl Fp Reggio Calabria

Vinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.x

News

IL GIUDICE DEL LAVORO DA RAGIONE ALLA CISL FP COMUNE DI REGGIO CALABRIA SOCCOMBE

  12/01/2017

 

Agli Organi di Stampa

 

COMUNICATO STAMPA

IL GIUDICE DEL LAVORO DA RAGIONE ALLA CISL FP

COMUNE DI REGGIO CALABRIA SOCCOMBE

 

 

Vorremmo poter dire, “ve l’avevamo detto”, ma non è il caso di gioire su quanto accaduto nei mesi passati perché purtroppo è stata segnata una delle pagine più nere per i diritti dei lavoratori, in particolare degli operatori della polizia municipale e per i diritti della Cisl FP.

 

Il Giudice del Lavoro di Reggio Calabria in data 12/01/2016 ha emesso la sentenza con la quale accoglie il ricorso proposto dalla Cisl FP di Reggio Calabria contro l’Amministrazione Falcomatà per comportamento antisindacale. Il ricorso verteva sui comportamenti tenuti dal Dirigente del settore Polizia Municipale, Avv. Carmelo Nucera, nei confronti di due dirigenti sindacali e quindi della Cisl FP per avere menomato e leso diritti sindacali che avevano addirittura portato all’emanazione di provvedimenti disciplinari anche duri. La Cisl FP contestò immediatamente all’Amministrazione tali condotte avvisando dell’illegittimità di esse senza ottenere risultati, giocoforza ci si è dovuti rivolgere all’Autorità Giudiziaria per il pristino dei diritti. Di seguito le condotte portate avanti dall’Amministrazione Falcomatà e dal Dirigente Avv. Carmelo Nucera:

 

  • veniva trasferito da un’unità operativa ad un’altra un dirigente sindacale senza previo nulla osta della Organizzazione Sindacale di appartenenza;
  • allo stesso veniva impedito di partecipare ad alcune attività sindacali;
  • ad altro dirigente sindacale veniva impedito di programmare la propria attività in regime di distacco sindacale, subordinando tale diritto ad un atto autorizzativo da parte del dirigente della Polizia Municipale, sfociando addirittura in alcuni provvedimenti disciplinari perché non conformi alle sue disposizioni.

 

La Cisl FP ha sempre operato nel pieno rispetto della normativa vigente e si è tentato peraltro, di instaurare un dialogo con l’Amministrazione, dialogo che purtroppo non è mai avvenuto a causa del voluto silenzio da essa prodotto. Si registra questo successo e lo si condivide con tutti i lavoratori che in questi mesi sono stati ingiustamente vessati, lo si vuole condividere inoltre con l’Amministrazione Falcomatà affinché questa importante decisione giudiziale possa servire per gettare le basi ed iniziare un nuovo percorso di confronti e collaborazione, così come la Cisl FP si è sempre auspicata, perché solo andando in questa direzione si potranno ottenere risultati a vantaggio dell’Amministrazione, dei lavoratori e della cittadinanza.

 

Un ringraziamento non può non andare allo Studio Legale Mazzotta il quale con grande professionalità e competenza ha sostenuto le ragioni della Cisl FP portandola alla vittoria.

 

 

 

Il Segretario Generale Cisl FP

Luciana Giordano

permessi retribuiti L. 104/1992.

Roma, 10 gennaio 2017

Prot. n. 2/2017/DV

 

Ai Segretari generali regionali e territoriali

  1. SS.

 

Oggetto: permessi retribuiti L. 104/1992.

 

Cari colleghi,

in materia di permessi ex legge 104/1992, vi informo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 3209 del 01/12/2016, è intervenuta nuovamente ribadendo che le finalità che la legge intende garantire con i tre giorni di permesso  mensile retribuito sono  da un lato una maggior continuità assistenziale alla persona con handicap - parente o affine entro il terzo grado – e, dall’altro, la possibilità per il lavoratore di ritagliarsi un “breve spazio di tempo” per provvedere ai propri bisogni.

 

L’articolo 33 della Legge in questione prevede che: “A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa”.

 

Il caso nasce da un’anomala modalità di fruizione dei tre giorni di permesso – nella specie viaggio all’estero con parenti (senza disabile) – che ha portato un lavoratore alla condanna per truffa ex art. 640 codice penale. In particolare tutto nasce dalla interpretazione data dal lavoratore alla natura dei giorni di permesso retribuito, ossia di “tre giorni feriali di libertà” da destinare (come meglio aggrada) al recupero delle energie psico-fisiche del fruitore e non strettamente per l’attività di assistenza alla persona handicappata.

 

Questa posizione non ha accolto il favore della Corte di Cassazione che, richiamando la giurisprudenza della Corte costituzionale, nel ribadire la duplice finalità dei permessi - ossia quella di consentire di prestare assistenza alla persona affetta da handicap con ancora maggiore continuità garantendo, al contempo, al lavoratore di ritagliarsi un breve spazio per provvedere ai propri bisogni ed esigenze personali - ha chiarito che nei giorni di effettiva fruizione degli stessi sia  comunque necessaria l’esercizio contestuale dell’attività di assistenza.

 

A tal fine però, ha chiarito la Corte, non è obbligatorio che l’assistenza avvenga nelle ore in cui il lavoratore avrebbe dovuto prestare la propria attività lavorativa, potendo egli graduarla secondo orari e modalità flessibili che tengano conto, in primis, delle esigenze dell’handicappato.

 

In altri termini, ha chiarito la Cassazione, i permessi servono a chi svolge quel gravoso compito di assistenza, per poter svolgere un minimo di vita sociale, e cioè di praticare quelle attività che non sono possibili quando l’intera giornata è dedicata prima al lavoro e, poi, all’assistenza. Non è dunque richiesto che sia dedicato tutto il proprio tempo all’assistenza (orario di lavoro + tempo extra), ma è concessa la possibilità di modulare i tempi dell’assistenza all’interno della giornata per poter fruire di periodi di riposo personale.

 

Il principio di diritto enunciato dalla stessa Corte stabilisce che tali permessi sono “un’agevolazione che il legislatore ha concesso a chi si è fatto carico di un gravoso compito, di poter svolgere l’assistenza in modo meno pressante e, quindi, in modo da potersi ritagliare in quei giorni in cui non è obbligato a recarsi al lavoro, delle ore da poter dedicare esclusivamente alla propria persona”.

 

In conclusione i tre giorni di permesso, ex legge 104, non sono da considerarsi, stante la diversa natura e finalità, assimilabili a giorni di ferie perché devono contemperare la finalità assistenziali pur non essendo richiesto un impegno totalizzante.

 

Cordiali saluti

                                                        Il Segretario Nazionale

                                                              Daniela Volpato

 

All.  Sentenza_Cassazione_3209_2016.pdf

 

CIRCOLARE COORDINAMENTO 9 GENNAIO

        In vista della riunione del prossimo 12 gennaio, si invia, in allegato, la bozza di circolare pervenuta dall'Amministrazione modificata a seguito delle osservazioni di parte sindacale, sui contenuti della quale saranno gradite le vostre valutazioni.

        Cordiali saluti.

 

CIRCOLARE_COORDINAMENTO_9_gennaio.pdf

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO: PROSEGUE IL CONFRONTO

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO: PROSEGUE IL CONFRONTO

 

Nella giornata di oggi si è tenuto il previsto incontro sulla bozza di circolare, in prosecuzione della precedente riunione del 29 dicembre.

Nell’introdurre la riunione, il dott. Papa – alla presenza dei rappresentanti dei tre Enti interessati – ha espresso la volontà dell’Amministrazione di proseguire tavoli di confronto su quest’argomento, condividendo le nostre richieste.

Da parte nostra, abbiamo apprezzato e affermato la necessità che, in questa delicata fase di partenza del nuovo Ente, vi siano tavoli ravvicinati anche interessando il livello territoriale; successivamente, il confronto proseguirà in maniera periodica per accompagnare e monitorare la fase di avvio del nuovo soggetto.

Abbiamo quindi sinteticamente illustrato un documento – che vi alleghiamo e che abbiamo consegnato all’Amministrazione – in cui abbiamo segnalato, in particolare,alcune prime criticità:

  • Incertezza sui tempi delle convezioni/protocolli tra il Ministero, l’Ispettorato e gli Enti, nonché sulla creazione di una banca dati unitaria;
  • Necessità di un’adeguata formazione di tutto il personale;
  • Uniformità dei trattamenti di missione, tenendo conto delle migliori condizioni applicate dalle Amministrazioni coinvolte;
  • Superamento di un approccio burocratico e gerarchico, anche in riferimento agli aspetti gestionali del rapporto di lavoro (ferie, malattia, etc.);
  • Maggiore chiarezza sulla sede di lavoro del personale ispettivo e sulle modalità di effettuazione dell’attività ispettiva – anche per gli evidenti riflessi sia organizzativi che sul rapporto di lavoro –;
  • Migliore definizione delle responsabilità, con particolare riguardo alle figure dei Referenti e dei Coordinatori;

 

Abbiamo inoltre proposto la stipula di un protocollo, di valenza politico-strategica, che prenda anche in esame un percorso di progressiva omogeneizzazione dei trattamenti normativi ed economici del personale.

 

Siamo consapevoli che queste sono solo alcune delle problematiche che dovranno essere affrontate nei prossimi mesi; altre, non meno importanti e relative al personale non ispettivo, saranno oggetto di successivi incontri cui l’Amministrazione si è resa disponibile, a cominciare dalla costruzione del Contratto Collettivo Integrativo dell’INL.

 

Abbiamo convenuto di aggiornarci al prossimo 12 gennaio, ore 11.

 

Roma, 2 gennaio2017

 

                FP CGIL                                  CISL FP                                                      UILPA

             Matteo Ariano                      Paolo Bonomo                          Gerardo Romano